Dal Rinascimento all'illuminismo
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Il nesso Rinascimento-Illuminismo, già sostenuto e difeso dagli storici settecenteschi, ha trovato una conferma nella tesi di Delio Cantimori e di altri, di una possibile periodizzazione della storia della cultura moderna” da Petrarca a Rousseau”. Le indagini qui riunite tendono a difendere e a documentare il senso di una veduta del genere, già del resto avanzata e sostenuta dall’Autore molti anni fa nei suoi studi sulla storia dell’educazione in Europa dal XV al XVII secolo. In questa che è la prospettiva generale del libro, si inseriscono discussioni su punti controversi, oltre a indagini particolari e a pubblicazioni di testi e documenti. Aspetti e problemi spesso lasciati in ombra, come quelli delle matrici astrologiche di molte tesi di filosofia della storia, sono esaminati in pensatori di rilievo, da Machiavelli a Campanella. Figure ‘minori’ come Tommaso Cornelio e Giuseppe Valletta sono assunte a esempi di sottili trapassi di pensiero o di abili operazioni culturali, e illustrate anche attraverso scritti inediti poco noti o ignoti. Del Cornelio scienziato e filosofo vengono pubblicate per la prima volta pagine di non comune sapore. Nello stesso tempo viene messa a fuoco la reazione spesso esemplare della cultura italiana, fra Seicento e Settecento, ai grandi pensatori europei: il gioco sottile di cartesiani e gassendisti, di Hobbesiani e spinozisti, è al centro di non poche di queste ricerche dedicate alla ‘fortuna’ in Italia di alcuni dei maggiori filosofi del sec,XVII. In questo quadro si colloca la proposta di un’indagine su Bayle e Vico. Interlocutore sempre presente, anche se nell’ombra, la ‘scienza moderna’ da Galileo ai Galileiani, a Newton e ai Newtoniani, con tutta la complessità, e l’ambiguità, delle sue alleanze e mescolanze con le ‘metafisiche’ e le ‘ideologie’ degli antichi non meno che dei ‘moderni’, nella battaglia serrata e continua condotta per una ‘filosofia libera’ contro istituzioni politiche e religiose. |
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